agosto 01, 2009
IL DOVERE DI CONFRONTARSI
Uscendo dallo stadio Olimpico, giovedì sera, il presidente Rosella Sensi si è fermata finalmente per cinque minuti e sedici secondi con i cronisti. Ha commentato la partita, la vittoria con il Gand, poi a domanda diretta sulla società ha detto: «Mi dispiace ma di questo non parlo» . Qualcuno ha subito cambiato discorso, facendo un’altra domanda diretta, questa volta sul mercato. Rosella Sensi ha risposto: «Mi dispiace, ma di questo non parlo». Un ringraziamento, due battute sui giovani, e il presidente ha lasciato l’Olimpico.
Guardavo e riguardavo ieri il filmato sul sito del Corriere dello Sport e, devo dire, in quel momento ho avuto netta la percezione di quanto sta accadendo alla Roma. Per la prima volta, probabilmente dopo decenni. Un fenomeno strano, che qualcuno chiama distacco, altri rassegnazione, altri ancora ristagno di passione. Per la prima volta, dopo decenni, la gente della Roma non sa. Non sa qual è il progetto, non sa qual è il futuro, non sa cosa deve e può aspettarsi. Come dicevo, soprattutto non sa. E’ calato come un muro, di incomunicabilità, un velo che fa apparire tutto sfocato.
Non passa giorno che Moratti e Cobolli, Della Valle e Berlusconi, De Laurentiis e Lotito, Zamparini e Pozzo, Preziosi e Ghirardi non parlino delle loro squadre, delle loro idee, dei loro propositi, dei loro problemi. Che sono poi le idee, i propositi, i problemi dei loro tifosi. Alla Roma, no. Il mercato è asfittico, ma nessuno dice nulla.
Sulla società si sono rincorse voci per mesi - certificate da alcuni comunicati Italpetroli - ma nessuno dice nulla. Sulla gestione della squadra, a cominciare dalla tribolata conferma di Spalletti, ci sono state novità sostanziali: ma nessuno dice o ha detto nulla.
Alla Roma sta accadendo un fenomeno strano. Qualcuno, come dicevamo, lo chiama rassegnazione. Secondo il mio parere, più probabilmente una sorta di sfinimento. Fatto sta che i tifosi della Roma - una delle società più importanti d’Italia, riconoscibile per il nome che porta in tutto il mondo - non sognano più un acquisto di grido. Cosa che in tempi di crisi è anche, ahimè, comprensibile. Non temono più, paradossalmente, una dolorosa cessione. No, sono stati addirittura portati, per sfinimento, ad augurarsi la partenza di un loro figlio ed emblema! C’è il Liverpool che vuole Aquilani e ho sentito qualcuno, per quello sfinimento di cui dicevamo, sperare che gli inglesi arrivino finalmente con venti milioni cash. Sperare nella cessione del giocatore che dopo Totti e De Rossi è la radice, l’appartenenza.
Può esserci, pensateci un po’, qualcosa di più? Augurarsi che vada via una potenziale bandiera e la potenziale mezzala della nazionale per i prossimi anni? Si dirà: ma Aquilani negli ultimi anni è stato più in infermeria che sul campo. Vero, ma anche questo, una volta, avrebbe portato a proteggerlo ancora di più. Perché è così che si fa con i figli ( e Aquilani è figlio di questi colori) che non sono riusciti ad esprimersi. E possono rappresentare davvero il valore aggiunto.
Si dirà ancora. Il problema è che alla Roma, se fosse per i tifosi, non si dovrebbe cedere nessuno. Non è vero. Negli ultimi anni, dalla Roma, sono andati via Samuel, Cassano, Emerson, Chivu, Mancini. Qualcuno tra i tifosi ha approvato, qualcuno ha protestato. La differenza è che adesso, come dicevamo, quasi ci si augura - e c’è addirittura chi sarebbe contento! - che venga ceduto Aquilani. Direte ancora: ma il Milan che ha venduto Kakà? La Fiorentina che ha venduto Felipe Melo? L’Inter che ha venduto Ibrahimovic? Visto, che succede a tutti? Sì, è vero sta succedendo a molti. Solo che almeno nessuno è contento per la cessione di Kakà, solo che almeno Andrea Della Valle ci ha messo subito la faccia per spiegare quello che sta succedendo, solo che Moratti, con i soldi di Ibra, ha rifatto la squadra. Ma il problema non è, non può essere economico. Perché nessuno nega o può negare quanto di grande ha fatto la famiglia Sensi per la Roma. E se la Roma ora è in difficoltà, nessuno può ignorarlo o far finta di niente. Sarebbe addirittura irresponsabile negare la realtà. E d’altronde, in tante occasioni, i tifosi della Roma nel passato hanno capito. Solo che stavolta non capiscono, sono rassegnati o sfiniti, perché nessuno gli parla. Nessuno gli spiega se è vero che per un milione di euro ancora non è stato comprato un portiere. Se è vero che tanti potenziali obiettivi, da Esposito a Cruz, sono già svaniti.
Ma questo, anche questo, è un problema di soldi. E il problema della Roma non è solo di soldi. Un anno e mezzo fa la Roma è stata a un passo dal conquistare lo scudetto. Questo giornale ha denunciato gli errori arbitrali ai suoi danni. Lo ha fatto Totti, lo ha fatto De Rossi, un po’ in ritardo è arrivato anche Spalletti. La Roma no, la Roma non ha detto nulla. Come la Roma non ha detto nulla, non sente il dovere di spiegare alla gente, con parole semplici, cosa è accaduto o cosa potrà mai accadere a livello societario. Ultimamente, ed è questo il nocciolo della questione, ai tifosi della Roma è stato tolto il diritto di sognare. E tutto questo è già inaccettabile. Sarebbe fondamentale non togliergli anche il diritto di sapere. Di parlare, discutere, protestare, condividere, di fare quello a cui semplicemente ti spinge la passione. Come si alimenta una passione senza il confronto?
La Roma è ancora un’ottima squadra, ma ottima davvero, che rimanendo così lotterebbe comunque per i primi tre-quattro posti del campionato. La Roma riesce ancora a portare 40 mila tifosi allo stadio per un preliminare di Euroleague. Dev’essere chiaro, perciò, che questo patrimonio va salvaguardato. La Roma può anche faticare e soffrire; ma non può e non deve rischiare di immalinconirsi. Questo, davvero, non lo permetteremo. Per il rispetto che si deve alla gente. Perché - nella Roma che si autofinanzia - dai dirigenti, allo staff, ai giocatori, tutti prendono il loro lauto e ricco stipendio. Perché nella Roma che si autofinanzia - sono dunque soltanto i tifosi a pagare: a metterci soldi e passione. Avranno almeno il diritto di partecipare?
Visto che in casa Roma nessuno lo fa, tocca a noi aprire il dibattito.
A. Vocalelli Dir. Cor Sport Stadio
luglio 17, 2009
giugno 25, 2009
| Cordata Fioranelli: "Ok soldi e garanzie, i Sensi sono d'accordo" | |
Dopo tanto aspettare il comunicato della compagnia Italpetroli che pone fine alla vicenda Fioranelli. Segue il testo completo.
Con riferimento alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione in merito all’interesse rappresentato dal Sig. Vinicio Fioranelli, per conto di una società di diritto svizzero, ad acquisire il pacchetto di controllo di A.S. Roma S.p.A., Compagnia Italpetroli S.p.A., in qualità di controllante indiretta, precisa che, ad oggi, nonostante gli sforzi profusi, non si sono realizzate le condizioni per proseguire nella valutazione di un’eventuale operazione.
maggio 29, 2009
Ghostbusters III torna con lo stesso cast
Lo ha rivelato Dan Aykroyd, che parla anche di due nuove leve acchiappafantasmi
A vent'anni dall'ultima avventura tornano gli Acchiappafantasmi. Dan Aykroyd ha appena confermato che lui e i suoi colleghi di Ghostbusters sono pronti a indossare le loro celebri tute in Ghostbusters III: Bill Murray, che era il più restìo a riprendere in mano il suo personaggio Peter Venkman, ha accettato. Anche Harold Ramis sarà di nuovo Egon Spengler e Erni Hudson rivestirà i panni di Winston Zeddemore. Non mancherà neanche l'unica donna del gruppo, l'algida Sigourney Weaver, di nuovo nei panni di Dana Barrett. Ma in Ghostbusters 3 non sarà l'unica donna: probabilmente ci saranno due nuovi giovani ingressi con Alyssa Milano e Eliza Dushku. A questo proposito Dan Aykroyd, che tornerà nei panni di Raymond Stantz, ha affermato: "Vorremmo rivisitare i vecchi personaggi che torneranno come una famiglia, ma c'è bisogno di pensare ad una nuova generazione". Le riprese del film dovrebbero iniziare il prossimo inverno e il film potrebbe uscire nel 2012.
maggio 28, 2009
Reti di Eto'o e Messi.....

maggio 21, 2009
Roma, ecco le maglie per la prossima stagione
Un ritorno al passato per le divise da trasfertaROMA, 21 maggio - In attesa di conoscere il futuro societario e gli eventuali colpi di mercato, la Roma sa già con quali maglie giocherà la prossima stagione. Ieri, infatti, sono state presentate le nuove magliette per il prossimo campionato.
RITORNO AL PASSATO - Rispettata la tradizione per la prima maglia, che differisce di poco dalle precedenti: consueto sfondo rosso con bordi gialli. Un ritorno al passato, invece, per le altre due maglie. Per la bianca, c'è la particolarità di una fascia giallorossa orizzontale all'altezza del petto, mentre per la nera torna il 'mitico' lupetto degli anni '80.
maggio 19, 2009
Senza troppa enfasi e centellinando le parole, proprio ieri pomeriggio, incrociando un suo amico che vive qui, ha confermato: «Sì, stiamo facendo di tutto per prenderla e sono certo che ci riusciremo. E metteremo su una grande Roma». Si sente al centro del progetto, se l’affare andrà in porto sarà un dirigente di primo piano del nuovo assetto societario, magari l’amministratore delegato. Perché è lui il riferimento degli investitori stranieri che si fidano di lui e che lo reputano fondamentale per le operazioni di mercato e non solo.
Adebayor, l'asso dell'Arsenalmaggio 15, 2009

Finalmente si muove qualcosa......ma dopo aver rifiutato Soros questa volta si arrenderà???
Con riferimento alle notizie diffuse in data odierna da alcuni organi di stampa in merito alla formalizzazione da parte della "cordata straniera capeggiata da Vinicio Fioranelli" di un'offerta avente ad oggetto l'acquisto del pacchetto di controllo di A.S. Roma S.p.A., Compagnia Italpetroli S.p.A., precisa che, contrariamente a quanto riportato dalla stampa, non è stata consegnata a Compagnia Italpetroli, né direttamente né indirettamente, alcuna offerta. E' stato infatti rappresentato dal Sig. Vinicio Fioranelli un interesse da parte di una società di diritto svizzero ad acquisire il pacchetto azionario di controllo di A.S. Roma. Poiché, come noto, Compagnia Italpetroli considera la A.S. Roma e la sua squadra un patrimonio della Città, dei suoi tifosi e, ovviamente, dei suoi azionisti, per poter procedere a valutare un'eventuale operazione Compagnia Italpetroli ritiene necessario ricevere una completa informazione in merito all'identità di tutti i soggetti coinvolti, nonché la chiara evidenza che questi ultimi dispongano di mezzi finanziari idonei a porre in essere un'eventuale operazione ed a sostenere un progetto che consenta il mantenimento e lo sviluppo del livello competitivo della squadra. Ad oggi tali informazioni ed evidenze non sono state fornite e, di conseguenza, Compagnia Italpetroli non è in condizione di procedere ad alcuna concreta valutazione al riguardo.
maggio 13, 2009
INVECE.....una fantastica intervista già decisa a tavolino dove la Sensi ribadisce argomenti banali, inesatti e poco significativi......praticamente il NULLA....
Complimenti alla Presidentessa!!! Confermata la gestione amatoriale di una squadra di calcio che per molti è ragione di vita, mentre per lei ragione di $oldi...
Le parole stanno a zero, di seguito il video dell'intervista...a voi i commenti:
ANGELINI: ´VOGLIO ACQUISIRE IL CONTROLLO DELLA ROMA´
aprile 29, 2009
Uno dei miei giochi preferiti è tornato con il sequel...questa volta a Las Vegas
aprile 16, 2009
marzo 12, 2009

L'oggetto più richiesto dai laziali...IL TRESPOLONE
La storia dei laziali in poche righe...
Spalletti: «Zero titoli, ma Roma fuori a testa alta»
Ai rigori passa l'Arsenal. La Sensi: «Squadra unica»ROMA, 12 marzo - Rigori ancora una volta fatali alla Roma, che viene eliminata dalla Champions League perdendo dal dischetto a oltranza contro l'Arsenal. E dire che i giallorossi avevano pareggiato i conti dell'andata grazie al gol in avvio di Juan, ma - dopo aver fallito alcune clamorose occasioni per chiudere i conti - hanno pagato l'imprecisione dal dischetto di Vucinic e Tonetto. Dopo Juve e Inter anche i giallorossi si arrendono e per gli inglesi è un 3-0 che non ammette repliche. Ma come bianconeri e nerazzurri anche la Roma esce a testa alta dopo una maratona intensa e ben giocata, in chiara emergenza per una catena senza fine di infortuni. Ma Spalletti e i resti della sua Roma giocano col cuore e col cervello,
LA PARTITA - L'Olimpico offre lo scenario delle serate di gala, Spalletti rinuncia a Baptista in partenza inserendo Pizarro con Brighi e Tonetto contraltare di Taddei sulle fasce. Ma già al 5' il colpo di scena temuto da Spalletti: Juan salva sontuosamente in scivolata e si procura un infortunio muscolare. Si fa medicare, stringe i denti, torna in campo e al 9' sigla il gol del vantaggio: azione sulla sinistra di Tonetto, palla a Totti che crossa rasoterra. Velo di Taddei e Juan arriva, controlla e fa secco Almunia. L'Olimpico esplode, l'Arsenal tenta di reagire ma la difesa, con Diamoutene secondo centrale, regge. E al 22' la Roma si distende e sfiora il raddoppio: Motta scende e al limite dell'area scarica un tiro che Almunia respinge. Il giovane esterno riprende e crossa, il gran tiro è di Taddei e il portiere salva in angolo. L'Arsenal risponde Sagna. Poi al 27' Juan getta la spugna tra un uragano di applausi e subentra Bapista. Riise si sposta centrale con Diamoutene con Tonetto che scala esterno sinistro. L'Arsenal preme con qualche spunto di Nasri ma Bendtner è confusionario. Al 42' contropiede della Roma con l'onnipresente Motta che si libera di Clichy: l'esterno entra in area, il francese si arrangia e lo spinge. Sospetto rigore, ma Mejuto Gonzales lascia proseguire. Nelle ripresa Roma ancora in avanti, ma né Baptista (almeno due occasione clamorose), né Totti riescono a trovare il gol qualificazione. Ai supplementari Doni rischia su Walcott, poi Totti mette i brividi ad Almunia. La lotteria dei rigori sorride all'Arsenal: l'ultimo errore è di Tonetto, con onore ma la Roma è fuori.
AMAREZZA SPALLETTI - «Usciamo a testa alta. Abbiamo dato tutto e non possiamo rimproverarci proprio nulla». Luciano Spalletti è ovviamente affranto per l'uscita dalla Champions ma esalta la partita tutta cuore della sua Roma alquanto incerottata. «Avremmo meritato qualcosa in più. Purtroppo è andata così. Avevamo preparato anche i rigori, tanto da aver messo in campo Montella all'ultimo. Bisogna imparare anche a perdere. Dobbiamo essere fieri di ciò che abbiamo fatto», ha detto il tecnico giallorosso che poi ha esaltato il calore dei tifosi della Roma: «E' stata una bella notte, proprio per la cornice e la partecipazione emotiva del pubblico e per quello che i ragazzi hanno saputo fare in questi momenti di difficoltà. Io però, nonostante l'emergenza, in panchina ero abbastanza tranquillo. Noi siamo stati bravi, abbiamo giocato la partita come volevamo e dovevamo disputare. Mi aspettavo di passare il turno perchè sarebbe stato meritato». Quattro inglesi avanti. Le italiane, invece, tutte fuori: «Loro a livello di mentalità hanno qualche vantaggio nei nostri confronti, soprattutto per come gestiscono le pressioni. Loro sono squadre molto attrezzate e molto serene e tranquille. In Italia invece stiamo sempre con il fucile puntato, con l'ansia da vigilia. Siamo sempre troppo sotto stress e i nostri sono ragazzi giovani che subiscono certe situazioni. Zero titoli? A me spiace che l'Inter e la Juve siano uscite. Soprattutto la Juve avrebbe meritato di più. Mi spiace per i tifosi che avrebbero meritato un epilogo diverso».

DELUSIONE ROSELLA SENSI - Anche la Roma esce dalla Champions, ai rigori, e per Rosella Sensi è una sconfitta a testa alta: non solo per la squadra giallorossa, ma per tutto il calcio italiano. «Il nostro calcio non esce ridimensionato da questo confronto con quello inglese - ha detto la presidente della Roma, dopo il ko ai rigori con l'Arsenal - Stavolta per me è una serata davvero difficile. Ma si riparte da questa serata, dal cuore con il quale la squadra ha giocato per 120 minuti. Un grazie a tifosi e giocatori, abbiamo visto una Roma unica. Ora si riparte da Roma, con grande cuore e professionalità». La Sensi comunque non ha nascosto la sua delusione: «Giocatori, tifosi, tutti, siamo stati uniti. Parlo a fatica, veramente - ha ammesso -. Credo vadano ringraziati tutti, e c'è un enorme rammarico per un risultato quantomeno immeritato. Si parla a fatica dopo questa delusione. Ho un ruolo di grande responsabilità ma sono molto tifosa».

